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Potenziali rischi legati ai prelievi forzosi sui conti correnti: come prevenirli, affrontarli e risolverli

Dr. Luca Loiacono

Potenziali rischi legati ai prelievi forzosi sui conti correnti: come prevenirli, affrontarli e risolverli

La recente diffusione pandemica che ha coinvolto l’intero pianeta, ha profondamente modificato gli scenari macroeconomici mondiali. Sia in termini socio-demografici che sul piano finanziario.
Il lungo lockdown ha portato ad un’ampia rivisitazione dei modelli di consumo, penalizzando con forza diversi settori merceologici determinando, per converso, una accelerazione decisa a favore di altri.
Al di là degli “spostamenti d’asse”, sui quali ci riserviamo una disamina a parte, è emerso il ricorso a forme pubbliche di mutualità, di soccorso, di sostegno finanziario destinate a tante attività imprenditoriali, allo scopo di proseguirne l’opera, così fortemente penalizzata dal drastico calo dei consumi.
Tutto questo, unitamente alla enorme spendita di denaro pubblico resasi necessaria per il rafforzamento di alcuni settori di cui si avvertiva l’esigenza pressoché nell’immediato, come ad esempio quello sanitario.
Orbene, visto che il denaro è di per sé una risorsa “esauribile”, si è ben presto notato che le risorse finanziarie a disposizione, pur messe in campo nell’ordine di svariate migliaia di miliardi, derivavano, come in effetti derivano, non solo da “aiuti istituzionali” nella forma dell’elargizione a fondo perduto (senza pertanto obbligo di restituzione) ma anche da misure di “emissione del debito”.
Un indebitamento strumentale ad effettuare i giusti investimenti volti ad una opportuna riorganizzazione.
In questo ampio e ridelineato scenario, il reperimento delle risorse finanziarie potrebbe portare a “sconfini” fiscali, quali ad esempio un aumento dell’imposizione indiretta (IVA), fino al più doloroso “prelievo coattivo” o forzoso sui conti correnti.
Beninteso, restiamo nel novero delle ipotesi senza azzardare alcun possibilismo, né tantomeno il nostro scopo è quello di indurre panico. Ma solo provare a fare prevenzione e trovare delle soluzioni.
Il riaffacciarsi dello “spettro” della c.d. “patrimoniale” ci fa tornare subito alla mente quanto occorso nel 1992 dal “Governo Amato” ed attualizzarlo al contesto che stiamo vivendo.
Attualmente, gli italiani detengono sui conti correnti circa 1.379 miliardi di euro. Sono da considerare, pertanto, eccessivamente liquidi, molto spesso privi di una programmazione finanziaria, a causa di alcuni “bias” comportamentali, tra cui la “sindrome di avversione alle perdite”.
Questo comportamento, oltre a generare il “costo della mancata decisione”, impedisce di investire, secondo la propensione e le conoscenze di ciascuno, nell’economia reale ed espone a vari rischi, tra cui il default della banca e il già menzionato “prelievo forzoso”, oggetto della presente tassazione.
Se venisse replicata la mossa del Governo Amato, tale prelievo sarebbe del 6 per mille, pari a 8,27 miliardi euro. Ma potrebbe non bastare. Se fosse applicata una misura del 14 per mille, il prelievo salirebbe a 19,3 miliardi di euro, decisamente più congruo.
Come poter prevenire una situazione di questo tipo? In realtà, potrebbe essere un’occasione imperdibile quella di rivedere i propri asset finanziari, non solo a scopo cautelativo, ma anche ai fini di una corretta pianificazione, attribuendo al proprio denaro una “scaletta” di priorità ed un orizzonte temporale, valutando opportuni strumenti.
Intanto, un primo comportamento utile potrebbe essere quella di spostare il denaro dal c/c verso strumenti alternativi, comunque di pronta liquidabilità, non colpiti da improvvise manovre e poi, soprattutto, di “assegnare” a ciascun obiettivo personale e familiare una idonea allocazione, quale ad esempio la costruzione di una “rendita finanziaria”.
In tutto questo, ben consci di due punti all’attenzione: 1) l’eccesso di cautela e di liquidità può rivelarsi un comportamento inidoneo o addirittura dannoso; 2) evitare di incorrere in altre pericolose “trappole mentali”, figlie di nefasti luoghi comuni (“ritiro tutto il denaro e me lo tengo a casa”) che nuociono sia al proprio equilibrio finanziario che a quello dell’intero sistema.
Ultimi, ma più importanti, aspetti. La diversificazione, di cui abbiamo parlato in svariati altri elaborati, e l’assistenza di professionisti qualificati, dotati sia delle competenze più elevate che dei più sofisticati strumenti diagnostici per la costruzione di portafogli personalizzati.


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