+39 080 5575629    +39 080 2142163
segreteria.slr@didiritto.it

Il costo della mancata decisione

Dr. Luca Loiacono

Il costo della mancata decisione

Preambolo

La materia del risparmio e degli investimenti è governata, allo stesso tempo, da concetti microeconomici, macroeconomici e comportamentali. Un aspetto da non sottovalutare, meritevole d’attenzione, è definibile come costo della mancata decisione”.

La questione

Infatti, tutti coloro che svolgono attività consulenziali, in particolare proprio quelle legate all’assistenza finanziaria e all’educazione al risparmio, devono supportare i risparmiatori nel focalizzare, qualificare e quantificare correttamente, in modo puntuale o con scostamenti ragionevoli, i frutti dell’assunzione d’investimento. Ma, non di meno, è necessario porre la medesima enfasi nel calcolare, con altrettante puntualità e precisione, anche il “costo” di ciò a cui si dovrà rinunciare se non viene presa alcuna decisione. Giusto a titolo di esempio e sempre sottolineando che nei nostri scritti non vi è alcuna sollecitazione all’investimento, bensì solo una mera sensibilizzazione, a fini prettamente educativi. Il non investire, a causa di ansie e timori di vario genere, lasciando il denaro su depositi “a vista”, porta a diverse esposizioni al rischio, quali: la mancata remunerazione se il tasso attivo è zero, il mancato recupero dell’inflazione se il tasso attivo è inferiore all’aumento del costo della vita, il rischio di un fallimento dell’istituto bancario (c.d. “bail in”), giusto per citarne qualcuno. Pertanto, un comportamento “omissivo”, apparentemente prudente, ancorché votato al non esporsi a potenziali rischi, potrebbe esporre il risparmiatore ad altre tipologie di rischio o, più semplicemente, alla perdita di occasioni di potenziale guadagno, di sterilizzazione delle dinamiche inflattive o nel mancato introito cedolare ove, in quest’ultimo caso, si volesse optare per la riscossione di interessi periodici. Tutto questo, beninteso, con un’attenta valutazione delle attitudini e del livello di conoscenza, da verificarsi previa somministrazione del “questionario dell’investitore” (c.d. MIFID), di cui si è avuto agio di parlare in precedenti interventi.