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ASL Bari e Regione Puglia devono risarcire i centri diurni socio educativi per i disabili, per i costi del servizio trasporto

Avv. Paolo Gaballo

ASL Bari e Regione Puglia devono risarcire i centri diurni socio educativi per i disabili, per i costi del servizio trasporto

Si conclude dopo molti anni una “querelle” giudiziaria che ha coinvolto alcuni centri diurni per l’assistenza socio educativa dei disabili nella provincia di Bari e la ASL Bari, che, inopinatamente e contrariamente alle previsioni normative, si è sempre rifiutata di organizzare direttamente o per tramite terzi il trasporto dei disabili da e verso detti centri ovvero di rimborsare il costo sopportato dai medesimi centro socio educativi costretti di fatto ad effettuare il servizio non dovuto.
All’esito del quale, il provvedimento negatorio nel merito da parte della ASL BA veniva impugnato dal centro diurno “Crisalide” di Bitonto in provincia di Bari per mezzo del sottoscritto difensore.

Sul punto, infatti, l’articolo 46 della Legge della Regione Puglia n.4 del 2010 assegna alle ASL competenti per territorio il compito di garantire il servizio di trasporto dei disabili presso i centri diurni socio-educativi contrattualizzati ai sensi dell’articolo 60 del Regolamento regionale n. 4 del 2007.

Il Giudice Amministrativo adito, accogliendo le tesi difensive del ricorrente, con recentissima sentenza ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui l’ASL Bari aveva rinviato la presa in carico del servizio di trasporto presso i centri diurni della Provincia di Bari e ha condannato l’ASL Bari e la Regione Puglia, in solido tra loro, a risarcire i costi nelle more sopportati dai centri, oltre interessi legali.

La II Sez. del TAR Puglia (Presidente ed estensore Orazio Ciliberti) in merito al comportamento tenuto da parte della ASL soccombente si è così testualmente espressa: “Il provvedimento impugnato comporta un arresto procedimentale nella presa in carico da parte del servizio della ASL, ex art. 46 L.R. n.4/2010, Concretizzandosi nella sostanza, in una proroga sine die dell’affidamento del servizio in corso, con la conseguente coercizione della ricorrente a svolgerlo in condizioni antieconomiche, non potendo essa interrompere un trasporto essenziale per i propri utenti disabili. ancora oggi, a distanza di molti mesi dall’emanazione dello stesso atto impugnato, la ASL Bari non solo non ha preso in carico il servizio, ma non ha neppure svolto alcuna delle attività per finanziarlo, gestirlo in proprio o affidarlo a terzi. Pertanto, anche sotto tale profilo, il ricorso è ammissibile, sussistendo l’interesse della ricorrente a vedere annullato l’atto impugnato e ad essere risarcita.

È evidente, come la decisione, la prima del TAR Puglia sul trasporto dei disabili, rivesta particolare importanza, in quanto consente di sbloccare una situazione che si trascina da anni in danno dei centri diurni e dei loro utenti disabili e rappresenta una pietra miliare nella distribuzione delle competenze dei servizi in favore dei diversamente abili e nell’interpretazione della normativa regionale in materia.

Avv. Paolo Gaballo