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L'alba della ZES Unica

Avv. Danilo Piscopo
ZES unica per il mezzogiorno

L’alba della ZES Unica

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del DL 124/2023 coordinato con la Legge di conversione n.162/2023 sono divenute pienamente efficaci le disposizioni “…per il rilancio dell’economia delle aree del Mezzogiorno del Paese…” che, per quanto di nostro interesse, ha istituito la ZES Unica per il Mezzogiorno, destinata ad unificare a partire dal 2024 la gestione delle precedenti 8 Zone Economiche Speciali, non limitandosi alla amministrazione centralizzata delle precedenti perimetrazioni, bensì estendendo i vantaggi in termini di incentivi e semplificazioni amministrative all’intero territorio delle otto Regioni del Mezzogiorno del nostro Paese.

Alla cabina di regia della ZES del Mezzogiorno istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduta dal Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato affidato il compito di redigere il piano strategico della nuova “free zone” che avrà validità triennale e che garantirà lo sviluppo delle attività che si insedieranno nella rinnovata ZES attraverso una programmazione coordinata rispetto ai fondi del PNRR, nonché dei fondi strutturali europei gestiti a livello nazionale e regionale.

Il piano strategico individuerà in modo differenziato tra le otto Regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) i settori da promuovere e rafforzare, precisando quelli necessari per operare la riconversione industriale con uno specifico focus per la transizione energetica.

L’istituzione del portale internet della ZES Unica supporterà le imprese italiane ed estere che intenderanno insediarsi, permettendole di operare una valutazione informata e consapevole sui vantaggi concessi, indirizzandole verso la procedura semplificata prevista per l’autorizzazione unica che avverrà attraverso il S.U.D. Zes (Sportello Unico Digitale) presso il quale confluiranno i progetti per l’insediamento delle attività industriali, produttive e logistiche non soggetti a SCIA e che sostituirà tutti i titoli abilitativi e autorizzatori comunque denominati, necessari per la localizzazione, insediamento, realizzazione, messa in esercizio, ampliamento, trasferimento cessazione o riattivazione delle attività economiche, industriali, produttive e logistiche.

Quali i vantaggi derivanti dalla ZES Unica?
Da una prima lettura, certamente l’allargamento all’intero territorio regionale in luogo dell’attuale perimetrazione di ciascuna Zes penalizzerà forme di speculazione che sono state registrate in merito alla vendita di suoli o capannoni industriali. Altrettanto certamente garantirà ad interi territori finora esclusi la possibilità di beneficiare dei vantaggi destinati a piccole aree delle nostre Regioni meridionali.

In attesa di comprendere quali tipologie di attività produttive potranno richiedere l’autorizzazione unica, lo snellimento delle procedure amministrative che tanto penalizza le imprese italiane influirà positivamente sullo sviluppo economico del Mezzogiorno, “liberato” dalla morsa della burocrazia che storicamente ha costituito uno dei maggiori ostacoli rispetto alla crescita economica del nostro Paese, tanto più se si pensa alla oggettiva difficoltà dei piccoli Comuni di fornire una risposta tempestiva rispetto a qualsiasi domanda d’insediamento produttivo.

La ragguardevole dimensione della ZES Unica richiederà una attenta programmazione delle attività che potranno insediarvisi, affinché non si crei un indesiderato collo di bottiglia che possa penalizzare l’effettività della semplificazione procedurale prevista per la “free zone” del Mezzogiorno.
I Comuni esclusi dalla originaria perimetrazione delle singole ZES, dovranno prevedere i cosiddetti “kit localizzativi”, necessari per favorire l’insediamento nel proprio Territorio di nuovi insediamenti produttivi. La Struttura di Missione assolverà ai compiti di promozione anche all’estero della ZES Unica; tuttavia anche le Regioni saranno chiamate ad intervenire per promuovere le specificità del proprio Territorio sugli ampi scenari della competizione globale.

Eventuali operazioni di reshoring, anche nella diversa declinazione del nearshoring e del friendshoring sia da parte di imprese italiane delocalizzate all’estero sia da parte di imprese straniere, necessiterà di una efficace comunicazione dei vantaggi non solo economici ma anche in termini di qualità della vita e di vivibilità dei nostri Territori. Solo così la ZES Unica potrà rappresentare l’auspicato fattore di sviluppo per il Mezzogiorno d’Italia.

In attesa dei decreti di attuazione che definiranno la platea dei soggetti beneficiari delle agevolazioni derivanti dall’insediamento nella ZES Unica, possiamo sommariamente confermare che anche a partire dal 1 gennaio 2024 godranno del credito d’imposta concesso alle imprese insediate nell’area ZES le imprese già costituite e regolarmente iscritte nel registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza di autorizzazione unica e che possiedano un’unità produttiva locale nel territorio ZES. L’attività dovrà essere mantenuta per un periodo di almeno sette anni decorrenti dal momento del completamento dell’investimento che beneficerà delle agevolazioni. Sono escluse dal novero dei soggetti beneficiari delle agevolazioni le imprese dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, della produzione di fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e distribuzione di energia, del settore creditizio, finanziario e assicurativo, nonché quelle operanti nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura.

L’agevolazione non si applicherà alle imprese in stato di liquidazione e di scioglimento e alle imprese in difficoltà.

Il beneficio del credito d’imposta riguarderà, così come già avviene per le ZES nell’attuale disciplina, l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature strumentali allo svolgimento dell’attività oltre che per acquisto di terreni, acquisizione, realizzazione ovvero ampliamento di immobili strumentali. Le percentuali di credito d’imposta verranno disposte fino al 60% per le piccole e micro imprese; del 50% per le medie imprese; del 40% per le grandi imprese. In ogni caso l’investimento per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili non potrà superare il 50% dell’investimento agevolato che non potrà essere inferiore ad €.200.000,00.

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