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Cambiamento di stile di vita ai tempi dell'isolamento per coronavirus: quali possibili conseguenze?

Dott.ssa Angela Maria Di Natale

Cambiamento di stile di vita ai tempi dell’isolamento per coronavirus: quali possibili conseguenze?

Non c’è dubbio, il nostro stile di vita e dunque le nostre abitudini alimentari sono cambiate in relazione al nostro isolamento forzato e alla nostra nuova quotidianità.
Ma quali sono le conseguenze di queste nuove abitudini e comportamenti su bambini, adulti e anziani?

La prima considerazione da fare riguarda le ripercussioni dal punto di vista sociale ed emotivo.
Infatti in determinate situazioni, come rimanere in casa forzatamente, nella maggioranza dei casi, nell’organismo si verifica aumento del cortisolo con una cascata di eventi negativi, il cosiddetto STRESS da cui derivano processi di INFIAMMAZIONE e ALTERAZIONI METABOLICHE.
Inoltre lo stato di ansia che caratterizza molte persone in questo periodo porta ad alterazioni dei processi digestivi e del sistema immunitario con compromissione dello stato di salute.

Sulla base di una gran mole di dati sperimentali, il mondo scientifico ha ormai preso atto della inconfutabile correlazione tra efficacia di risposta immunitaria e stato di salute del cosiddetto microbiota intestinale.
Si tratta di un assemblaggio di miliardi e miliardi di batteri, che colonizzano la mucosa intestinale di ogni individuo condizionando positivamente o negativamente, ora è arcinoto, non soltanto la funzione digestiva, ma molte altre funzioni tra cui quella metabolica e finanche quella intellettiva.
Migliore è lo stato di salute del microbiota intestinale, più efficiente risulta il sistema immunitario.
È anche del tutto evidente e dimostrato che a sua volta il microbiota è facilmente influenzabile e modificabile dalle nostre abitudini alimentari e cioè dalla tipologia e quantità del cibo, degli alimenti, dei liquidi, delle sostanze, farmaci od altro che assumiamo per bocca.

Per ridurre dunque lo stato di infiammazione, e per cercare di restare in buone condizioni di salute, dobbiamo “ prenderci cura” del nostro microbiota intestinale e di conseguenza del cibo che introduciamo.
Dobbiamo eliminare gli abusi di cibi che “infiammano” l’organismo, come l’eccesso di carboidrati e di zuccheri semplici in grado spesso di creare la cosiddetta “disbiosi” intestinale.
Se mangiamo sano, contenendo l’uso del sale o di alimenti ricchi di sodio, consumando una maggiore quantità di vegetali ricchi di oligoelementi e sostanze antiossidanti e soprattutto fibre, ottimizziamo composizione e funzione del nostro microbiota intestinale e di conseguenza la sua capacità di implementare l’efficacia difensiva del sistema immunitario nei confronti di tutti gli agenti patogeni esterni.

La seconda considerazione da fare riguarda la RIDOTTA o ASSENZA di ATTIVITA’ FISICA di questo periodo con molteplici ripercussioni negative: minore modulazione dell’attività ormonale, perdita della forza, riduzione della massa muscolare e ovviamente aumento della massa grassa.
Questa alterazione della distribuzione del peso corporeo comporta aumento di insulino-resistenza, aumento dei ROS (specie reattive dell’ossigeno), i famosi radicali liberi, aumento dello stato infiammatorio, riduzione della forza muscolare.

Quale può essere l’impatto di tali cambiamenti?
Siamo tutti coinvolti?
Come saremo dopo questo periodo?

Probabilmente i più colpiti saranno gli adulti, quelli soprattutto abituati a muoversi regolarmente, a frequentare palestre o a fare jogging; poi ci sono i bambini, che spesso mangiano per noia e che non praticano più sport. Il pericolo per questi ultimi è rappresentato dall’aumento del peso corporeo a favore del grasso, ma anche alle conseguenze legate al consumo di prodotti da forno, bevande gassate e dolci.
Non dimentichiamo gli anziani, i quali hanno dovuto rinunciare alla passeggiata giornaliera e nei quali la ridotta attività motoria potrebbe comportare il peggioramento dello stato di fragilità.

È evidente che diventa necessario pensare a strategie di comportamento tali da ridurre quanto più possibile i rischi e le ripercussioni per la nostra salute:

  1. Evitare la “dieta povera” cioè quella povera di nutrienti, sali minerali, vitamine; mettere, a tavola solo ciò che serve non dimenticando mai le verdure.
  2. Dedicare un po’ di tempo ogni giorno all’attività fisica, arieggiando bene gli ambienti in cui viviamo.
  3. Fare una spesa utilizzando una lista precisa di tutto ciò che serve.
  4. Cercare di rispettare orari precisi per il consumo dei pasti. Questo contribuisce a mantenere un equilibrio ormonale e ad avvertire meno la “voglia” di qualcosa di buono.
  5. Cercare di rispettare gli orari e il tempo dedicati al sonno, condizione necessaria per tenere sotto controllo il nostro metabolismo.
  6. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, questo eviterà loro di annoiarsi. Attenzione però a preparare pasti equilibrati e colorati!

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