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La Mediazione Tributaria

Dr. Fabio Mitolo

La Mediazione Tributaria

Nell’ambito del processo tributario e nell’intento di arrivare ad una diminuzione dei ricorsi dinanzi alle Commissioni tributarie, si inserisce l’istituto del reclamo/mediazione tributaria di cui all’articolo 17 bis del Dlgs n.546/1992.

L’istituto del reclamo/mediazione, come definito dall’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/E del 2015, emessa a seguito del Dlgs del 24 Settembre 2015, n.156, è uno strumento obbligatorio che consente un esame preventivo della fondatezza dei motivi del ricorso e della legittimità della pretesa tributaria, nonché una verifica circa la possibilità di evitare, anche mediante il raggiungimento di un accordo di mediazione, che la controversia prosegua davanti al giudice tributario.

Attualmente, a seguito delle modifiche apportate nel tempo dal legislatore, l’istituto della mediazione tributaria è obbligatorio per le controversie il cui valore al netto di interessi e sanzioni è inferiore a cinquantamila euro.

In caso di mediazione, dalla notifica del ricorso decorrono 90 giorni (sospesi per il periodo feriale) durante i quali sarà possibile il raggiungimento di un accordo, ovvero l’accoglimento integrale o il diniego dello stesso.

L’ente impositore potrà, infatti:

  • accogliere il reclamo e di seguito chiudere la mediazione. In questo caso, l’atto impugnato verrà annullato e non sarà dovuta alcuna somma; in caso di rimborso, l’ufficio competente vi provvederà, avendone riconosciuta la spettanza;
  • formulare una proposta. Il contribuente potrà, così, accettare o rifiutare la mediazione; in caso positivo, essa produrrà i suoi effetti nelle modalità previste dalla legislazione di riferimento. In particolare, l’accordo si perfeziona con il pagamento delle somme dovute, in un’unica soluzione o tramite un piano di rateizzazione dell’importo, entro venti giorni dalla sottoscrizione dell’atto. L’effetto di tale istituto comporta la riduzione delle sanzioni nella misura del trentacinque percento; il mancato pagamento comporterà la decadenza del beneficio;
  • rifiutare, in maniera espressa o tacita, il reclamo. In questo caso, nel termine di trenta giorni (dal novantesimo), il contribuente potrà depositare l’atto in commissione tributaria.


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