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Il testamento biologico: le disposizioni anticipate di trattamento (Parte 1 di 3)

Notar Vito Pinto

Il testamento biologico: le disposizioni anticipate di trattamento (Parte 1 di 3)

Preambolo

E’ nata questa nuova terminologia “Testamento Biologico” per definire con stile evocativo o per suggestione le nuove Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) in vigore dal 31 gennaio 2018 ex lege 219/2017, ma in realtà non si tratta di un testamento in senso tecnico, perché non svolge la sua utilità dopo la morte del disponente, bensì prima ed esattamente alla fine della propria vita, contenendo tutte le volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche ed a singoli trattamenti sanitari.

Normativa

Legge 22/12/2017 n.219; Legge 22/06/2016 n. 112; art. 1704 c.c.

La questione

Cosa sono le Disposizioni Anticipate di Trattamento?

Dal 31 gennaio 2018 con l’entrata in vigore della Legge 219/2017 anche l’Italia si allinea alla maggioranza dei Paesi europei dando valore ai desideri espressi da un individuo, ancora perfettamente in grado di intendere e volere, relativamente ai trattamenti sanitari che in futuro dovessero servirgli, nel senso di decidere se e quali di questi trattamenti dovranno essergli applicati e soprattutto con quale e quanto accanimento terapeutico. Il problema principale di questo cosiddetto Testamento Biologico risiede nella vincolatività di una volontà espressa e manifestata in un momento differente rispetto al momento nel quale vengono espletati gli effetti, cioè nella possibilità che un consenso manifestato in un tempo precedente abbia valore dopo un intervallo di tempo che può anche prolungarsi per diversi anni. La dottrina giuridica ha usato il principio “ora per allora” per superare l’ostacolo della efficacia differita, tenendo conto di un lasso di tempo nel quale la tecnologia potrebbe aver mutato la situazione e gli interessi del disponente. Perfettamente, quindi, si potrebbe prevedere una serie di circostanze tali da attualizzare il consenso, poiché le disposizioni possono essere sia generiche che analitiche, contemplando non solo le dinamiche mediche, ma ad esempio anche quelle familiari in modo da fornire certezza nel tempo nel modo più dettagliato possibile.

In conclusione

Pertanto il disponente determina per intero il contenuto della sua volontà, ma ne rimanda l’attuazione ed al momento dell’accertamento si producono gli effetti di vincolare il medico, il quale per l’art. 4, comma 5 della legge 219 è tenuto al rispetto delle DAT, salvo che le stesse disposizioni non siano contrarie a norme di legge, alla deontologia medica ed alle buone pratiche clinico-assistenziali, perché in questi casi, invece, il medico non sarebbe vincolato al rispetto di quelle volontà. Infatti, il Testamento Biologico non potrà mai contenere desideri di eutanasia, ma solo l’analisi o la durata di quali trattamenti medici fossero necessari e desiderati al momento di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e per di più tutto potrà essere revocato con semplici modificazioni nelle forme più varie possibili ed anche con una registrazione vocale resa direttamente al medico.

(Parte 2 di 3)

(Parte 3 di 3)

 


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