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Il testamento biologico: il fiduciario (Parte 3 di 3)

Notar Vito Pinto

Il testamento biologico: il fiduciario (Parte 3 di 3)

Preambolo

Stante la grande importanza delle DAT, l’art. 4, comma 1 della legge sul Biotestamento include anche la possibilità, ma non l’obbligo, di nomina di un fiduciario con il compito di fare le veci del disponente in caso di necessità in fine vita.

Normativa

Legge 22/12/2017 n.219; Legge 22/06/2016 n. 112; art. 1704 c.c.

La questione

L’accettazione di tale incarico può essere contestuale attraverso la sottoscrizione apposta alla fine dello stesso Testamento Biologico, oppure successiva ma tramite atto apposito da allegarsi allo stesso. Pur precisando che non è assolutamente obbligatoria, non si deve pensare che la figura del fiduciario sia priva di rilievo, infatti questi riveste una peculiare importanza nel momento in cui il dichiarante non dovesse essere più in grado di esprimere efficacemente la sua volontà. Inoltre, ai sensi dell’art. 4, comma 5, il medico potrà disattendere la DAT solamente con l’espresso consenso del fiduciario, il quale, ancora una volta, assume importanza all’interno della legge. Si potrebbe paragonare ad un amministratore di sostegno poiché le sue funzioni constano nella protezione degli interessi del disponente e quindi non ne sostituisce la volontà, ma si limita solamente a renderla concreta. Più precisamente il potere del fiduciario deve essere solamente strumentale allo scopo ed al fiduciario stesso viene trasmesso il diritto di rappresentare, ma unicamente per i determinati fini pratici utili allo scopo, oggetto della DAT. Il fiduciario svolgerà dunque un ufficio di diritto privato con funzione rappresentativa analogo a quello dell’esecutore testamentario e proprio pe la sua rappresentatività la sua natura viene accostata a quella del mandato ex art. 1704 c.c. ossia con rappresentanza.

Conclusioni

Nel complesso il legislatore ha scelto di affrontare la problematica sotto il profilo del consenso, costruendo una disciplina unitaria di questo, in rapporto anche con la relazione umana paziente-medico che fa da sottofondo a tutta quanta la disciplina. La volontà dell’interessato è il fulcro del Testamento Biologico, non è più possibile operare ragionamenti di presunzione, perché in questi casi sono state descritte in modo piuttosto dettagliato le varie forme esperibili ed è quindi da ritenere che la finzione del consenso presunto sia ampiamente superata in senso negativo. Nel rispetto dei principi costituzionali non si ammette un diritto a morire, ma piuttosto viene ribadito un diritto a rifiutare le cure, dove per cure vengono incluse anche quelle vitali per il paziente. La responsabilità del medico viene limitata ai casi di omessa informazione e ciò consente al sanitario di agire in libertà, da un punto di vista sia giuridico sia morale, nel pieno rispetto della volontà del paziente. In definitiva il legislatore ha risolto alcuni punti cruciali che in passato avevano rappresentato uno scoglio insormontabile ed ora si spera in un periodo di assestamento per consentire la creazione di registri che diano operatività alla disciplina.

(Parte 1 di 3)

(Parte 2 di 3)


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