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Assegno di mantenimento in favore del figlio maggiorenne e requisiti per la revoca

Avv. Dario De Serio

Assegno di mantenimento in favore del figlio maggiorenne e requisiti per la revoca

Nella separazione e nel divorzio, l’assegno di mantenimento in favore del figlio risulta essere, senza alcun dubbio, una legittima tutela dello stesso, per la sua crescita e un valido mezzo per la successiva introduzione nel mondo reale e del lavoro.
Alcune volte, però, succede che, specie da parte del genitore in favore del quale viene versato, venga considerato come una “situazione immodificabile”, dimenticandosi che il raggiungimento della famigerata “indipendenza economica”, che statuisce la fine di tale obbligo, debba essere auspicabile da parte di entrambi i genitori e proprio per l’adeguata crescita e maturazione del proprio figlio.
Infatti, nel caso che sottoporrò alla vostra attenzione, il padre, con ricorso presentato innanzi il Tribunale di Bari, aveva chiesto la revoca di un consistente assegno che era obbligato a versare in favore della ex moglie a titolo di mantenimento del figlio, ormai maggiorenne, ventisettenne con Laurea Magistrale ed assunto con contratto a tempo determinato della durata di trenta mesi.
Il Tribunale ha preliminarmente rilevato come la situazione si fosse modificata rispetto a quanto statuito con la sentenza di divorzio e poi (e direi, logicamente!) rilevato che “l’obbligo dei genitori di mantenere i figli” non possa protrarsi all’infinito e che in giurisprudenza si sia stabilito che possa parlarsi di indipendenza economica allorquando il figlio abbia un impiego tale da consentirgli un reddito corrispondente alla sua professionalità ed “appropriata collocazione sul mercato, adeguata alle sue attitudini e aspirazioni” (Cass. Civ. sent. 1773/12), come ampiamente dimostrato che fosse avvenuto nel caso di specie.
Inoltre, anche la circostanza che il figlio fosse stato assunto con un contratto a tempo determinato (peraltro, di consistente durata), è stata valutata dal Tribunale come una modalità valida ed assai frequente nell’odierna società e specie per quanto attiene i più giovani, e tale da dimostrare la raggiunta indipendenza economica!
Pertanto, il Tribunale di Bari, I sez. civ., con decreto del 7 aprile 2020, disponeva la revoca dell’assegno di contributo al mantenimento del figlio da parte del padre (a far data dalla presentazione del ricorso) e condannava la ex moglie al pagamento delle spese e competenze di giudizio, perché costituitasi in giudizio semplicemente per opporsi alla richiesta formulata dall’ex marito.

In conclusione, mi sento di fare una considerazione: tutti noi genitori, padri e madri, dovremmo essere fieri di constatare che i nostri figli siano diventati adulti ed indipendenti da noi, con la consapevolezza di poter percorrere la propria strada di vita.


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