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Agricoltura e coronavirus

Avv. Dario De Serio
agricoltura

Agricoltura e coronavirus

Un’importantissima attività da tutelare (probabilmente, molto di più!).

L’ormai famoso Decreto “Cura Italia” del 17-03-2020 ha, seppure in misura forse non propriamente consistente, preso in considerazione un settore produttivo che, mai come in questo momento, è fondamentale per la sopravvivenza di tutti noi: l’AGRICOLTURA.

Con detto Decreto, come per altri settori economici considerati quasi di minore importanza (leggasi partite Iva, professionisti, ma che coinvolgono milioni i famiglie), viene introdotta, solo per il mese di marzo, l’indennità di €.600,00 per gli operai agricoli a tempo determinato, la proroga del termine per la presentazione della domanda di disoccupazione e, infine, per le imprese agricole, l’aumento dell’anticipazione del rimborso dei contributi comunitari e l’istituzione di un fondo per la copertura degli interessi passivi sui finanziamenti bancari sulla liquidità e per la ristrutturazione dei debiti, per la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni sui mutui contratti.

Andiamo a vedere, nel dettaglio, le ulteriori modifiche della normativa.

L’art.30, nell’introdurre l’indennità in questione, specifica che tale emolumento è dovuto “agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari  pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività i lavoro agricolo …. previa domanda” che, ovviamente, dovrà essere presentata all’Inps.
Attenzione però: la legge prevede un limite di spesa complessivo di 396 milioni di euro per il 2020.
In pratica, se le richieste dovessero superare tale somma, non è ancora chiaro quale dovrebbe essere il criterio di graduazione.

Per quel che concerne le domande di disoccupazione agricola per l’anno 2019, il termine è stato prorogato al 1° giugno 2020.

Diversa è la situazione per le imprese agricole.

L’unico articolo a loro espressamente dedicato, è il 78 che, al primo comma, porta le anticipazioni delle somme erogate agli agricoltori dalla PAC (Politica Agricola Comune della Comunità Europea) dal precedente 50% al 70%. Invece, nel secondo comma, viene istituito un Fondo dotato di 100 milioni di euro per il 2020 al solo fine di coprire totalmente gli interessi passivi sui finanziamenti bancari aperti per liquidità e ristrutturazione debiti, nonché per coprire i costi degli interessi degli ultimi due anni sui mutui contratti per tali fini.

Anche in questo caso, solo successivamente si conosceranno i criteri e le modalità di attuazione del Fondo.

In conclusione, forse si sarebbe potuto fare i più, ma anche tutti noi possiamo partecipare continuando a comperare i prodotti della nostra terra!


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