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Mediazione civile e commerciale: se la conosci l’apprezzi (parte 1)

Avv. Francesco Petino
mediazione

Mediazione civile e commerciale: se la conosci l’apprezzi (parte 1)

Nozioni generali, caratteristiche della mediazione

Nozioni generali

Il Decreto legislativo n.28 del 04/03/2010 [1] ha introdotto nel nostro ordinamento la c.d. “Mediazione civile e commerciale”.

Detto istituto è stato concepito con lo scopo di ridurre i ruoli dei Tribunali mediante una doppia possibilità:
– esortare i soggetti a risolvere le proprie controversie stragiudizialmente rivolgendosi ad un Organismo di mediazione a ciò preposto;
– consentire al Giudice investito della questione di sperimentare la soluzione conciliativa innanzi alla figura del Mediatore.

Peculiarità della Mediazione è il ruolo fondamentale che le parti assumono nella ricerca di una soluzione alla controversia: mentre in Tribunale è un soggetto terzo (il Giudice) che decide secondo legge ed in base a quanto documentato dalle parti; nella Mediazione, invece, sono le stesse parti che, grazie all’assistenza del Mediatore che le aiuta ad analizzare le reali situazioni sottese alla controversia, riescono ad individuare una soluzione soddisfacente per ciascuna di esse.

Per meglio comprendere pensiamo ad un tipico esempio scolastico:
Tizio e Caio si contendono un arancia ciascuno rivendicandone la proprietà, pertanto:
– in causa, il Giudice, in base alle prove prodotte, decidea chi dei due dovrà essere consegnato il frutto, riconoscendone il diritto di proprietà;
– nella mediazione, invece, le parti si confrontano e capiscono quali necessità muovono le reciproche richieste, e così si scopre che Tizio ha bisogno della polpa per farne una buona spremuta, mentre Caio ha bisogno della buccia per ottenerne dei buoni canditi. Grazie alla Mediazione, quindi, potranno decidere di dividersi il frutto in base alla parte che ciascuno desidera, rimanendo entrambi soddisfatti.

Inoltre, mentre in causa il Giudice deve decidere basandosi su quanto rigidamente previsto dalle norme, le parti in mediazione possono trovare una soluzione utile ricorrendo alla propria creatività.

Per rendere meglio la differenza può tornare utile il seguente esempio:
Tizio deve €.1.000,00 a Caio ma, purtroppo, essendo in difficoltà economica non è in grado si saldare il debito, pertanto:
– in causa il Giudice, accertato il debito, emetterà un provvedimento contro Tizio che Caio dovrà mettere in esecuzione per il recupero del proprio credito;
– nella mediazione, invece, chiarite le motivazioni che hanno causato il debito, le parti possono decidere di sanare il passivo in maniera differente: essendo Tizio un bravo imbianchino tinteggerà l’abitazione di Caio, ovvero essendo Tizio proprietario di una casetta al mare ne concederà l’uso a Caio per tre settimane.

Caratteristiche della Mediazione

  • la controversia deve riguardare “diritti disponibili“, ossia diritti che possono essere oggetto di trasferimento (es. vendita, locazione) o di rinuncia, in genere trattasi di diritti aventi contenuto patrimoniale economicamente valutabile (es. diritto di proprietà, di obbligazione, ecc.);
  • il Mediatore è soggetto imparziale, privo del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per le parti;
  • al procedimento di mediazione si applica il Regolamento dell’Organismo scelto dalle parti;
  • la mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche previste dal regolamento dell’Organismo;
  • gli atti del procedimento non sono soggetti a formalità;
  • la durata del procedimento non deve essere superiore a 3 mesi dalla data di deposito della domanda o dal termine fissato dal Giudice per il deposito (non vi è sospensione feriale dei termini);
  • dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli stessi effetti della domanda giudiziale; dalla stessa data la domanda di mediazione impedisce anche la decadenza per una sola volta;
  • il Mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli Albi dei Consulenti presso i Tribunali.

Note
[1] Decreto poi aggiornato con le modifiche apportate dal D.L. 12/09/2014 n.132 (convertito con modificazioni dalla Legge 10/11/2014 n.162) e dal D.Lgs. 06/08/2015 n.130.


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