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L'Intelligenza Artificiale in Sanità: oltre il mito, verso uno strumento di precisione

Dott. Davide Bottalico

L’Intelligenza Artificiale in Sanità: oltre il mito, verso uno strumento di precisione

L’innovazione tecnologica sta ampliando le possibilità della medicina e della ricerca nel settore delle scienze della vita.
Nel dibattito pubblico l’Intelligenza Artificiale viene talvolta descritta come una sorta di “mente autonoma”, ma nella pratica è più utile considerarla per ciò che realmente è: un insieme di tecnologie che potenziano la capacità di analisi, accelerano attività complesse e supportano decisioni, sempre sotto responsabilità umana.

Dati, velocità e qualità dei processi

L’impiego di tecniche di Machine Learning e di strumenti di AI generativa sta contribuendo a rendere più efficienti diverse fasi della ricerca e dello sviluppo in ambito sanitario.
In particolare, l’analisi avanzata dei dati può aiutare a individuare candidati promettenti, organizzare informazioni in modo più strutturato e ridurre tempi operativi legati a passaggi documentali e gestionali.
È importante sottolineare che questi progressi si collocano dentro un quadro di regole e controlli: la valutazione clinica e regolatoria resta fondata su criteri rigorosi, su evidenze verificabili e su procedure consolidate.

Il fattore umano: competenza e validazione

L’AI non “comprende” come un essere umano: elabora pattern e probabilità sulla base dei dati disponibili e delle istruzioni con cui è stata progettata.
Proprio per questo, il suo valore aumenta quando viene usata da professionisti competenti, con attenzione alla qualità delle fonti, alla trasparenza dei modelli, alla validazione dei risultati e alla gestione dei bias.
L’approccio più maturo non è la delega, ma la collaborazione: l’AI come supporto operativo e cognitivo, e l’essere umano come garante di senso, contesto e responsabilità.

Prospettive e profili di responsabilità

L’evoluzione tecnologica porta con sé interrogativi giuridici rilevanti, soprattutto quando l’AI entra in processi diagnostici o di supporto alle decisioni cliniche.
In caso di errore o di evento avverso, la corretta ripartizione delle responsabilità richiede un’analisi attenta del contesto: ruolo del professionista, caratteristiche dello strumento, qualità dei dati, istruzioni d’uso, supervisione e tracciabilità delle decisioni.
In questa prospettiva, la sanità digitale può crescere in modo sostenibile quando innovazione e tutela si rafforzano a vicenda, promuovendo fiducia, sicurezza e benefici concreti per i pazienti.

Guarda il video nella nostra rubrica “3 minuti con…“: