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La Pianificazione Finanziaria e la Gestione del Rischio

Dott. Giuseppe Antonino Romeo

La Pianificazione Finanziaria e la Gestione del Rischio

Tutti riteniamo doveroso DIVERSIFICARE la nostra alimentazione, la qualità e quantità dei nostri capi di abbigliamento, la multiforme e variegata gamma degli Hobbies, passioni, interessi di cui è costellata la nostra umana esistenza. Se infatti mangiassimo solo cioccolato ci mancherebbero parecchi nutrienti e rischieremmo seriamente di compromettere per sempre la nostra salute. Così fa il risparmiatore, oppure l’investitore, quando non diversifica i propri investimenti e non pianifica, soprattutto, i suoi impegni finanziari(debiti) al punto tale che poi la situazione reddituale ne soffre al punto di compromettere la solidità patrimoniale e l’equilibrio finanziario tra attività(entrate) e passività(uscite).

Educare i cittadini , le Famiglie e le Imprese a pianificare correttamente i propri Investimenti, a scegliere il timing corretto-ad esempio- per entrare ed uscire dai mercati azionari, a redigere un “Rendiconto/Bilancio” delle proprie Entrate ed Uscite ed a prevenire/limitare il RISCHIO, significa educare noi stessi ad avere un corretto rapporto con il denaro e, contemporaneamente, ad evitare il “Sovraindebitamento”(ndr, per i Soggetti Privati) e/o le “Procedure Concorsuali” (ndr, per i soggetti IMPRESA) che possono condurre a conseguenze ulteriori di notevole afflizione e gravità.                                                                                                                                                  Più semplicemente la confidenza con “tassi dare ed avere”, con il “Capital Budgeting”, con la pianificazione, cioè, di risorse attive da poter liberare, sottraendole ai Consumi e “risparmiando/investendo” quanto disponibile, consente un continuo Check Up della salute del singolo, della Famiglia e dell’Impresa, visto che un italiano su tre non ha confidenza con concetti quale il Montante Composto derivante da un investimento pluriennale ad un tasso fisso e/o variabile o, più semplicemente, con la rappresentazione ad oggi del VALORE ATTUALE di una capitale che sarà disponibile tra “n” anni (ad esempio, la mia pensione). Tanto per il soggetto privato, quanto per le imprese, poi è importante saper valutare- quando ve ne fosse l’opportunità e/o la necessità,- il cosiddetto Merito Creditizio, consistente sinteticamente nella valutazione di solvibilità attuale e prospettica del soggetto indebitato: si veda il caso di un Mutuo contratto a tasso variabile, senza alcuna possibilità di limitare la crescita e/o il “tetto” di questi tassi, oppure il caso di una azienda sottocapitalizzata ed in precario equilibrio finanziario, dove l’ assetto fidi quantomeno discutibile lascia presagire l’insolvenza e/o l’insostenibilità nel tempo di una situazione ormai compromessa. La pianificazione Finanziaria, quindi, tanto per il Privato quanto per la Famiglia ed, infine, anche per l’Impresa costituisce una necessità, volta al contenimento del RISCHIO ed alla massimizzazione dell’efficienza della Gestione Aziendale, tutta considerata. Soprattutto oggi NESSUNO può più permettersi di “navigare a vista”: il Consulente Finanziario è il “medico della gestione economica, patrimoniale e Finanziaria”, colui che contiene e/o limita(ndr, si pensi alle Assicurazioni, per esempio) il RISCHIO ed infine colui che monitora e verifica il mantenimento dell’Equilibrio Economico, dell’Equilibrio Patrimoniale e del corretto Equilibrio Finanziario, che- laddove ottenuto- consente il ricorso al “Capitale di Terzi”(ndr, Prestiti e Fidi)- laddove possa risultare più conveniente (si pensi ai tassi molto bassi e, quindi, ad un costo del denaro altrettanto basso- poiché risulterebbe una differenza evidentemente a vantaggio dell’utilizzatore di tali FONTI.


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