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La pace fiscale

Dr. Marco Ligrani

La pace fiscale

Preambolo

La tanto attesa pace fiscale è finalmente diventata realtà.
La recente normativa ha introdotto una serie di misure agevolative di natura fiscale, finalizzate a consentire una riduzione dei debiti con l’erario.

Normativa

Decreto legge 23 ottobre 2018 n. 119.

I Questione: Rottamazione ter

L’articolo 3 del decreto n.119/18 riapre, di fatto, la possibilità di accedere alla rottamazione, includendo anche i carichi iscritti a ruolo fino al 31 dicembre 2017.
In particolare, la norma consente di definire, in modo agevolato, le pendenze con gli agenti della riscossione (in primis la ex Equitalia, oggi Agenzia delle entrate – Riscossione), mediante il pagamento della sola sorte capitale, a titolo di imposta.
Pertanto, il risparmio è rappresentato dalle sanzioni e dagli interessi di mora, che, a seguito dell’integrale pagamento delle somme, verranno stralciati (schema che permane anche nelle ulteriori forme di definizione agevolata, come si vedrà).
A differenza delle due precedenti edizioni (del 2016 e del 2017), la rottamazione 2018 prevede un allungamento dei tempi di pagamento, fino a dieci rate con cadenza 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno, a decorrere dal 2019.
Alla definizione agevolata possono aderire anche coloro che avevano presentato una precedente istanza di rottamazione e, peraltro, i pagamenti della rottamazione bis in scadenza a luglio, settembre e ottobre di quest’anno, possono essere differiti al 7 dicembre 2018.

II Questione: Chiusura delle liti fiscali pendenti

L’articolo 6 del decreto consente di definire, in modo agevolato, le liti pendenti davanti alle Commissioni Tributarie e alla Corte di Cassazione, mediante un meccanismo simile a quello della rottamazione ter.
Infatti, la norma prevede che si possa estinguere il contenzioso versando le sole imposte (tecnicamente il valore della lite), al netto di interessi e sanzioni.
Eccezioni
La regola, tuttavia, presenta due eccezioni: nel caso in cui il contribuente sia risultato vittorioso in primo grado, lo sconto è pari al 50% delle imposte, mentre, nel caso di vittoria in secondo grado, la riduzione è del 20% sempre delle imposte.
Allo stato attuale, le controversie definibili sono solo quelle in cui è parte l’Agenzia delle entrate (pertanto, restano escluse le controversie con gli agenti della riscossione), mentre è lasciata facoltà di adesione agli enti locali.

III Questione: Definizione dei processi verbali di constatazione e degli avvisi di accertamento

Ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto, è ammessa la possibilità di definire, in modo agevolato, i processi verbali di constatazione e gli atti del procedimenti di accertamento, mediante il pagamento – anche in questi casi – delle sole imposte, al netto di interessi e sanzioni.
In sostanza, il contribuente, che abbia ricevuto una verifica o cui sia stato notificato un avviso di accertamento, aderendo integralmente ai rilievi ha la possibilità di chiudere i conti con il fisco, rinunciando, pertanto, a proporre ricorso.
Lo sconto spetta anche a chi abbia ricevuto inviti al contraddittorio, ovvero abbia sottoscritto un accordi di adesione; anche in questi casi, dunque, permane la possibilità di risparmiare le sanzioni e gli interessi di mora, provvedendo a versare la quota capitale.

IV Questione: Saldo e stralcio dei debiti inferiori a mille euro e dichiarazione integrativa speciale

Ultime due misure di rilievo sono quelle contenute negli articoli 4 e 9 del decreto.
La prima prevede la cancellazione automatica dei debiti, sorti dal 1.1.2000 al 31.12.2010 e presenti negli archivi degli agenti della riscossione, inferiori a mille euro; a riguardo, non sarà necessaria alcuna istanza da parte del contribuente, dal momento che la norma prevede una cancellazione di ufficio.
Quanto alla seconda, il decreto consente di rettificare le dichiarazioni già presentate alla data del 31.10.2017, con un imponibile massimo di 100.000 euro per anno, versando esclusivamente una imposta del 20% sulla differenza.


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