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Il “saldo e stralcio” contenuto nella Legge di Bilancio 2019

Dott. Marco Ligrani

Il “saldo e stralcio” contenuto nella Legge di Bilancio 2019

Preambolo

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha introdotto il cosiddetto “saldo e stralcio” dei ruoli esattoriali, che consentirà – alle persone fisiche in difficoltà – di risparmiare non soltanto le sanzioni e gli interessi (come già avviene con la “rottamazione”), ma anche una parte del capitale.

La normativa

Articolo 1 della Legge di Bilancio, comma 184 e 198

La questione

Ultima in ordine di tempo, la norma (contenuta nei commi da 184 a 198 dell’articolo 1 della legge di bilancio) completa il quadro della “pace fiscale” introdotta dal decreto legge 119/2018 e rappresenta una novità di sicuro interesse.
Per la prima volta, dunque, il legislatore acconsente allo stralcio anche di una quota-parte del debito iscritto a ruolo, a condizione che il contribuente – persona fisica presenti un ISEE (acronimo di “Indicatore della Situazione Economica Equivalente”) particolarmente basso.

Disciplina

Ma vediamo, in sintesi, come si articola la nuova misura.
Sotto il profilo soggettivo, possono beneficiarne, come già evidenziato, le sole persone fisiche: restano, pertanto, escluse dall’agevolazione le società e tutti gli enti, sia pubblici che privati.
Dal punto di vista oggettivo, rientrano nella definizione agevolata, da un lato, le imposte non versate dopo la presentazione delle dichiarazioni (dei redditi e IVA), dall’altro, i contributi previdenziali sia pubblici che privati (come nel caso delle casse di previdenza dei professionisti).
Ultima condizione è rappresentata dal dato temporale, per cui possono rientrare nella definizione agevolata soltanto i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017, come avviene per la “rottamazione”.
Soddisfatte queste condizioni, il debito residuo potrà essere saldato – come detto – beneficiando, non solo, dell’annullamento delle sanzioni e degli interessi, ma anche di una quota del capitale, pari:
1) al 16 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti non superiore a euro 8.500;
2) al 20 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti superiore a euro 8.500 e non superiore a euro 12.500;
3) al 35 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti superiore a euro 12.500.
Rientrano, in ogni caso, nell’ambito di applicazione della norma, i debitori ammessi alle procedure di sovraindebitamento, che si trovino in fase di liquidazione dei beni.
La domanda, disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate – Riscossione (modello SA – ST), dev’essere presentata entro il 30 aprile 2019: quanto al versamento, potrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre 2019 o a rate, pari: al 35 per cento con scadenza il 30 novembre 2019, al 20 per cento con scadenza il 31 marzo 2020, al 15 per cento con scadenza il 31 luglio 2020, al 15 per cento con scadenza il 31 marzo 2021 e al restante 15 per cento con scadenza il 31 luglio 2021.
La norma prevede anche un “salvagente” nei casi di rigetto della domanda: in questi casi, infatti, i debitori rientreranno automaticamente nella cosiddetta “rottamazione ter”, che consentirà di risparmiare le sole sanzioni e interessi, “perdendo”, di fatto, lo sconto sul capitale.