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Gli insegnamenti finanziari del Coronavirus

Dr. Luca Loiacono

Gli insegnamenti finanziari del Coronavirus

#Coronavirus, quando te ne andrai?
E, soprattutto, cosa ci avrai insegnato? Cosa avremo capito?

Non possiamo certamente esprimerci in termini batteriologici ed epidemiologici, ma è possibile sicuramente fare un “punto nave” di cosa può averci insegnato, dal punto di vista finanziario, un male pandemico come questo.

Un prolungato fermo di numerose attività commerciali, i mancati incassi di tante aziende e di altrettanti professionisti, il calo delle retribuzioni, quest’ultimo in parte “ammorbidito” dagli ammortizzatori sociali, il generale senso di sconforto rispetto al futuro.

Una soluzione a questa situazione di grave crisi è certamente il risparmio: aver accumulato, per chi è stato sufficientemente sagace, un piccolo “salvadanaio” nei momenti finanziariamente più felici, ha permesso ai risparmiatori di disporne nel momento del bisogno. Proprio come nella favola de “La cicala e la formica”.

Prima di tradurre la favola in comportamenti finanziari concreti, dovremmo però fare un passo indietro e capire perché ed in che modo oggi tante persone sono arrivate ad una conclamata crisi finanziaria e personale senza un adeguato “cuscinetto”.

I c.d. “disordini finanziari”, spesso alimentati dal concetto di “contabilità mentale” e dalle annesse ”trappole mentali” (come giustamente affermato dagli psicologi e dagli esperti di finanza comportamentale), sono tipici della gran parte della popolazione ed abbinati ad una serie di carenze educativo-culturali che abbracciano anche altre sfere: la cura della persona, l’alimentazione, la forma fisica, la prevenzione, la legge, ecc…

Tali carenze derivano da alcuni (discutibili) errori: il “fai da te”, il “sentito dire”, il mancato ascolto di consigli e prescrizioni e, soprattutto, il non rivolgersi a professionisti abilitati, competenti e riconosciuti.

In campo finanziario, la situazione di disagio nella quale si stanno trovando diverse persone, può derivare non solo dalla mancata costituzione del menzionato “cuscinetto”, ma anche dal mancato avvalersi di un professionista che sia d’ausilio alla costruzione e al consolidamento finanziario di un individuo, di una famiglia, di un gruppo e di un’azienda.

A parte le note considerazioni sulle esigenze piramidali di Maslow, si dovrebbe cominciare provando a comprendere quali siano le reali necessità, nel giusto ordine gerarchico, eliminando il concetto del non “saper fare a meno di nulla”.

“Non togliermi questo, né quest’altro”, si sente spesso affermare, quando in realtà si tratta di qualcosa di voluttuario e non meramente impellente né strumentale. Si tratta di comportamenti che sottraggono capacità di accantonamento e comportano uscite finanziarie che, sommate tra loro, aumentano il deficit o concorrono ad appesantire l’indebitamento, anch’esso non strumentale; il tutto, unitamente al mancato accantonamento periodico, in finanza noto come “piano d’accumulo”, che consente di creare capitali nel tempo attraverso una costanza basata sul “trattare il proprio denaro come se fosse un debito”.

Quindi, i “mali” finanziari, che oggi sopraggiungono insieme a quelli virali, sono essenzialmente dovuti ad una errata interpretazione delle priorità, che ha portato a un depauperamento delle risorse e alla mancata strutturazione di un piano d’accumulo finanziario.

Resta, pertanto, fermo il consiglio che per evitare di incorrere in situazioni angoscianti, bisogna essere “finanziariamente ordinati”, anche e soprattutto per il tramite di professionisti qualificati.


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