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Educazione finanziaria e funzione sociale del consulente finanziario

Dr. Giuseppe Antonino Romeo

Educazione finanziaria e funzione sociale del consulente finanziario

Preambolo

Capita spesso di leggere sui giornali l’ennesimo caso di “risparmio tradito” o “truffa finanziaria”. I risparmiatori e gli investitori italiani sono stati particolarmente investiti da scandali vari e comportamenti poco edificanti di intermediari ed operatori: dalle obbligazioni subordinate, alla Cirio ed ai Bond Argentini ai casi più attuali e, forse, più dolorosi che impediscono ad alcuni azionisti e/o obbligazionisti di liquidare i propri titoli, decidendo di disinvestire quando da essi voluto.

La questione

Allo scandalo finanziario che si risolve nell’avere acquistato dei veri e propri “JUNK BOND” (titoli spazzatura) ci ritroviamo oggi con migliaia di risparmiatori che hanno investito, in toto o in parte, i propri denari in titoli e non possono rientrare- magari anche in perdita, ma pur sempre rientrare- in possesso dei propri denari perché i titoli da essi detenuti sono, come si dice, illiquidi, almeno temporaneamente.

E’ evidente che il mercato dei servizi bancari, finanziari, creditizi ed assicurativi sia un mercato particolarmente delicato, tanto per la complessità dell’offerta, quanto per la molteplicità degli “attori” che giocano una partita non sempre governata dalle stesse regole per tutti.

Infatti le relazioni tra intermediari e clienti, attuali e potenziali, passano quasi sempre dalla “mediazione” di un operatore specializzato: il Consulente Finanziario (ma, per settori analoghi, potremmo dire del Consulente Assicurativo, del Consulente Bancario e/o, infine, del consulente ed intermediario del Credito).

Consulente finanziario

Abbiamo sempre guardato, infatti, al Consulente Finanziario nella sua veste di propositore di soluzioni differenziate per la migliore allocazione possibile dei nostri risparmi; ne abbiamo invocato il soccorso quando abbiamo dovuto fare delle scelte di protezione dei nostri cari, quando abbiamo dovuto provvedere alla tutela del nostro reddito da futuri pensionati a mezzo di una rendita integrativa, quando abbiamo voluto investire in oro e/o in diamanti anziché in BTP.

Ma meno spesso abbiamo pensato al Consulente Finanziario come soggetto protagonista della educazione ed informazione finanziaria.

Siamo, e questo è noto, uno dei paesi europei con il minor grado di educazione finanziaria nella popolazione residente; questo ci espone particolarmente al rischio di scelte sbagliate, per quella che si chiama senza mezzi termini, ignoranza finanziaria, che è l’opposto della “educazione”.

Uno dei ruoli primari, e nel contempo a nostro avviso la sua funzione sociale, del Consulente Finanziario è proprio quello di Educatore/Formatore.

Prima di tutto dei suoi clienti, perché educando la propria clientela egli educa, indirettamente, tutti coloro che con i suoi clienti interagiscono, favorendo la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e presidiando l’integrità dei mercati.

Poi svolgendo questa missione nella società, a vari livelli: dal mondo della scuola, a quello delle organizzazioni sindacali e/o associazioni professionali e/o di categoria, è sempre possibile a ciascun Consulente Finanziario svolgere il compito di divulgatore ed informatore; ed è noto a tutti che l’Educazione Finanziaria è, prima di tutto, informazione, divulgazione e formazione.

Dalla lettura delle norme che regolamentano l’attività professionale di coloro che operano nel vasto mercato di cui trattasi, infatti, emerge costantemente la preoccupazione del legislatore che le competenze professionali degli operatori siano periodicamente irrobustite da una formazione continua, che spesso riveste il carattere di obbligatorietà e che, pertanto, deve essere necessariamente evasa.

Riflessioni

Chi dovrebbe pensare alla “Formazione” dei clienti, se non gli intermediari e coloro che operano nell’interesse dei cd. “Soggetti abilitati come, per l’appunto, i Consulenti Bancari, Finanziari, Assicurativi e Creditizi che dir si voglia? Chi se non proprio loro?

Una popolazione più consapevole ed informata, tra l’altro, diventa indirettamente “garanzia” di trasparenza e correttezza dei comportamenti, è nella condizione di distinguere ed, eventualmente, correggere eventuali comportamenti difformi e/o contrari a buona fede, favorisce un clima di maggiore serenità ed equilibrio tra “domanda” ed “offerta”.

Questa funzione sociale del Consulente Finanziario è bene che diventi da stimolo per ciascuno dei Clienti: chiedete al vostro Consulente, pertanto (se lo avete!) che vi “educhi”; chiedetegli di trasferirvi conoscenze e competenze, dimostratevi interessati alla sua opera di diversificazione dei vostri risparmi e pretendete tutte le spiegazioni del caso per conoscere consapevolmente in quale modo sono impiegati i vostri risparmi e le ragioni della scelta operata avuto riguardo ai vostri investimenti.

Se così faremo, se ne avvantaggerà l’intera Società e le “truffe” o gli “scandali” vari, saranno sempre di meno…il potere è nella conoscenza, fidatevi!

 


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