+39 080 5227462    +39 080 2142163
segreteria.slr@didiritto.it

Dall’Unione Europea, nuovi diritti per i viaggiatori acquirenti di pacchetti o servizi turistici online.

Avv. Vittorio De Rosas - Dott.ssa Elena Sofia Macchia

Dall’Unione Europea, nuovi diritti per i viaggiatori acquirenti di pacchetti o servizi turistici online.

Preambolo

Il 31 dicembre 2015 è entrata in vigore la nuova normativa europea in materia di protezione dei consumatori, ma sarà effettiva soltanto dal a partire dal 1° luglio 2018, con l’abrogazione della previgente disciplina.
Quali sono le novità introdotte?

Le norme

Direttiva UE 2015/2320; Direttiva 2011/83/UE; Regolamento CE 2006/2004; D.Lgs. n. 206/2005; Direttiva 90/310/CEE.

La questione

La tutela del consumatore serba una doppia finalità: protegge sia gli interessi del soggetto privato, sia il corretto sviluppo delle dinamiche commerciali e più generalmente economiche.
Ed è con questo spirito che, il 25 novembre 2015, il Parlamento Europeo ha emanato la direttiva n. 2320, relativa
ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, nel senso di una risposta ai mutamenti del mercato globale e alle correlate esigenze di una nuova e più vigorosa tutela dei suoi attori.
Nel caso di specie, turisti e viaggiatori.
La riforma in commento modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2011/83/UE e, in particolare, abroga la direttiva 90/314/CEE, a partire dal 1° luglio 2018.
Su tutti gli aspetti non espressamente disciplinati dalla direttiva in esame, sarà applicabile il diritto contrattuale nazionale (art. 2 par. 3).

Tra le novità più rilevanti, di sicuro interesse è l’estensione delle tutele apprestate agli acquirenti di pacchetti turistici sul mercato tradizionale, quali agenzie di viaggio e tour operator, a coloro che si orientino verso pacchetti turistici offerti online.

Quanto all’ambito oggettivo di applicazione, l’art. 2 par. 1 della direttiva 2015/2320 dispone l’estensione di dette tutele “ai pacchetti offerti in vendita o venduti da professionisti a viaggiatori e ai servizi turistici collegati agevolati da professionisti a viaggiatori”.
Più precisamente, si tratta di: a) pacchetti preordinati: comprensivi di almeno due servizi, quali viaggio e alloggio; b) pacchetti personalizzati: ove il consumatore, per lo stesso viaggio, acquista singoli servizi, ciascuno offerto da un diverso fornitore; c) pacchetti combinati: in questo caso, il consumatore acquista diversi servizi da diversi siti internet collegati, nell’arco di 24 ore.
Si tratta, in altri termini, sia di pacchetti vacanza con formula “tutto compreso”, sia di diversi servizi acquistati, anche da siti internet differenti, ma collegati, in sequenza, nell’ambito della stessa procedura, tale che il prezzo complessivo proposto al termine di questa, sia costituito dalla somma dei prezzi dei vari servizi turistici scelti.

Da ciò consegue che non tutti i servizi turistici acquistati su internet potranno vantare le stesse garanzie, restando perciò esclusi (comma 2): “a) pacchetti e servizi turistici collegati che si estendono su un periodo inferiore alle 24 ore, salvo che sia incluso un pernottamento; b) pacchetti offerti e servizi turistici collegati agevolati occasionalmente e senza fini di lucro e soltanto a un gruppo limitato di viaggiatori; c) pacchetti e servizi turistici collegati acquistati in base a un accordo generale per l’organizzazione di viaggi di natura professionale tra un professionista e un’altra persona fisica o giuridica che agisce nell’ambito della propria attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale.”

Sul fronte delle tutele garantite ai viaggiatori, il consumatore (e acquirente online) avrà diritto a trattative eseguite in perfetta trasparenza, grazie all’obbligo di predisporre appositi moduli informativi delle condizioni contrattuali a carico del fornitore e del venditore di servizi turistici (art. 5). Quanto in esso contenuto acquisisce inoltre carattere vincolante, in quanto informazione precontrattuale (art. 6).

Introdotta all’art. 6 la possibilità di cedere il contratto avente a oggetto il pacchetto turistico a un altro viaggiatore, se dichiarato con congruo anticipo ed eventualmente dietro pagamento di costi aggiuntivi.

Si prevede inoltre, all’art. 10, la facoltà di richiedere una riduzione del prezzo, in caso di aumento rispetto al prezzo pattuito, salvo esistenza clausola che consenta variazioni in tal senso.
Un aumento oltre l’8% del prezzo originario, consentirà comunque al viaggiatore un recesso senza spese o accettare un pacchetto sostitutivo di pari valore.

Ampliate, ai sensi dell’art. 12, le ipotesi di recesso e risoluzione dell’acquirente, distinguendosi, in particolare, i casi di risoluzione onerosa, che prevedono la corresponsione di c.d. “spese” a titolo indennitario, variabili a seconda del momento in cui si esercita tale facoltà, dalla risoluzione per giusta causa, comunicabile anche prima della partenza, se dovuta a circostanze straordinarie (quali disastri naturali, guerre o altre situazioni gravi che si verificano nella località di destinazione del viaggio).
Da parte dell’organizzatore, il viaggio è annullabile entro un determinato termine, previo rimborso integrale del prezzo pagato e un indennizzo supplementare, indennizzo che resta escluso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti contrattualmente previsto o di sopravvenute gravi circostanze, allo stesso non imputabili.
Tale facoltà è esclusa per i viaggi di durata inferiore alle 24 ore e per viaggi organizzati per ragioni di lavoro.
Il ventaglio di tutele per gli acquirenti online diviene così decisamente più ampio e non si dubita del successo di tale riforma, in considerazione del crescente interesse di una parte dei consumatori per la caccia online alle offerte last minute.

Queste, in pillole, le novità proposte dall’Unione Europea.
Dal 1° luglio anche i consumatori di pacchetti turistici online potranno usufruire di uno schema inderogabile di diritti, equivalente a quello garantito agli acquirenti di servizi offerti attraverso i canali di distribuzione tradizionali. Protezione che naturalmente ogni Stato UE potrà migliorare, con eventuali modifiche alla propria normativa interna.


Leave a Reply