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Cosa accade se il professionista si avvale della facoltà di non deporre?

Avv. Liana Barracane

Cosa accade se il professionista si avvale della facoltà di non deporre?

Anche gli assistenti sociali, alla stregua di avvocati, ministri di confessioni religiose, investigatori privati autorizzati, medici, hanno facoltà di astenersi dal rendere testimonianza e non possono essere obbligati a deporre su quanto gli sia stato confidato o abbiano conosciuto nell’esercizio della professione, sia essa svolta in ambito privato o pubblico (art. 36 codice deontologico assistenti sociali 01.06.2020).

Questo precetto deontologico generale decade ogni qualvolta il professionista ha notizia di un reato perseguibile d’ufficio, nel qual caso gli incombe l’obbligo di immediata segnalazione alle Autorità competenti, in special modo ove vi sia pregiudizio in danno di minore o di incapace.
Anzi, la mancata o ritardata denuncia configura precise ipotesi di reato sancite dagli artt. 361 e 362 c.p. E’ sufficiente il mero fumus di reato purchè circostanziato.
La valutazione sulla sussistenza di eventuali cause di estinzione del reato o di non punibilità spettano solo all’autorità giudiziaria.

Il Tribunale può obbligare i testi professionisti a testimoniare, sebbene gli stessi si siano avvalsi della facoltà di astensione per segreto professionale. Tale imposizione della magistratura può, tuttavia, essere utilizzata dal difensore del reo per sostenere che la sentenza in danno sia pronunciata in violazione delle norme processuali e dei diritti della difesa.
In vero la Suprema Corte (ex multis n. 7440 del 2017) ha esplicitato che “Anche per l’audizione dei testimoni, avvalsisi della facoltà di astenersi dal testimoniare per segreto professionale”, pur obbligati a testimoniare, debba escludersi la causa di nullità della sentenza invocata dalla difesa. La revoca dell’ordinanza che aveva accolto la richiesta dei due testimoni, rispettivamente assistente sociale e psicologo, di avvalersi del segreto professionale, fu revocata e ne fu disposta l’audizione in quanto nominati dal Tribunale per i Minorenni e incaricati di pubblico servizio per i quali vi è l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria notizie di reato procedibili d’ufficio, apprese nell’esercizio e a causa del loro servizio.
Peraltro, non è ricorribile per cassazione nè autonomamente impugnabile il provvedimento con cui il giudice, ritenendo infondata l’opposizione del segreto professionale da parte del testimone, ordini che lo stesso deponga (Cass. pen. Sez. 2, n. 13369 del 07/01/2011, Cipollotti, Rv. 249872).
Inoltre, la testimonianza resa in violazione dei doveri deontologici è utilizzabile, non integrando una violazione di disposizioni processuali previste a pena di inutilizzabilità (Cass. pen. Sez. 6, n. 15003 del 27/02/2013, Rv. 256234).


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