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Bambini Contesi: tra alleanze e conflitti

Dott.ssa Cecilia Fornarelli

Bambini Contesi: tra alleanze e conflitti

Preambolo

Quando la separazione tra i coniugi è particolarmente conflittuale, ancor più alto è il rischio che si mettano in atto meccanismi iatrogeni per i propri figli, pur desiderando, spesso, di proteggerli dal dolore.

La questione

  1. 6 anni: la mamma e il papà si separano quando la piccola ha 2 anni ma all’interno del conflitto coniugale, all’esito della separazione la mamma non garantisce al papà appieno i suoi diritti di padre. La piccola viene affidata al padre in modo esclusivo. Vive con lui per tre anni (dai 2 ai 5 anni) e incontra la madre secondo il regime di visite stabilito. La madre fa tutto il possibile per riparare e svolge la sua funzione materna in modo adeguato. Ma Michela apprende nella famiglia paterna e nel suo contesto del paese di appartenenza che papà l’ha quasi “salvata” dalla mamma, che può stare con lei solo alcune ore, che a scuola può accompagnarla e prelevarla solo il padre….

Oggi dice: da mamma non voglio andare ..è brutta..anche papà quando io non voglio andare mi fa i filmati…mamma mi ha fatto male..l’ha fatto apposta.

Protocollo di Milano 2012

Quali Diritti relazionali ha il minore anche quando la famiglia si disgrega e mamma e papà sono in guerra tra loro? Come viene aiutato un bambino ad adattarsi alla separazione? Come evitare che l’ostilità e il rifiuto presenti nella coppia non si trasformino in ostilità e rifiuto del bambino verso uno dei due genitori?

Non possiamo non porre attenzione al diritto alla bi-genitorialità sancito dalla convenzione di New York sui diritti del fanciullo (1989) poiché esso rappresenta un principio consolidato dell’ordinamento giuridico italiano. Il protocollo di Milano 2012 in materia di affidamento dei figli a seguito di separazione genitoriale, evidenzia l’importanza che ogni genitore promuova il ruolo dell’altro genitore favorendo la partecipazione alla vita del figlio e cooperando attivamente nella cogenitorialità e salvaguardando i legami generazionali anche con la famiglia allargata.

I rischi

Ma che succede quando ciò non accade?

Quali rischi ci sono quando un figlio diviene un “oggetto conteso” ?

L’esperienza evidenzia come, se non si interviene tempestivamente, tali situazioni possono radicarsi e cronicizzarsi.

Nelle situazioni più radicate si può parlare di PASS. Con tale termine si intende una “distorsione relazionale” attraverso cui i sentimenti del bambino nei confronti di uno dei due genitori vengono mistificati dall’altro. Esso rappresenta una forma estrema di triangolazione (Bowen 1979) in cui il figlio, esasperando l’alleanza di un genitore contro l’altro, si trova ad esprimere tutta l’ostilità famigliare.

Riflessioni

Non si tratta, quindi, di una problematica individuale del figlio ma di una difficoltà relazionale tra i membri della famiglia in cui ognuno, se pur in misura diversa, mette il proprio contributo a quell’esito. Quello che differenzia la pass da semplice “lavaggio del cervello” attuato dal genitore sul figlio, è il fatto che il bambino diventa egli stesso protagonista della campagna di denigrazione in modo ingiustificato.

Secondo i Criteri, citati da Gardner, l’alienazione deve parte del proprio successo al principio di lealtà che il minore generalmente ha nei confronti del genitore alienante, il quale chiede al bambino di condividere la propria convinzione. Il figlio aderisce alle aspettative perché pensa di essere più amato e più curato se pensa e sente come il genitore a cui aderisce, fino a rimuovere i sentimenti verso l’altro genitore. A volte, non si tratta di pass ma di difficoltà del bambino ad adattarsi alla separazione.

In entrambi i casi, il terreno del conflitto può dare avvio a “figli contesi”, che faticano a sopravvivere tra alleanze e conflitti.


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