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Arriva la nuova legge fallimentare e…scompare il fallimento. Ma attenzione!

Avv. Manlio Lubrano

Arriva la nuova legge fallimentare e…scompare il fallimento. Ma attenzione!

Preambolo

Da pochi giorni è stata approvata la legge che delega il Governo ad emanare entro 12 mesi la nuova legislazione sulle crisi delle imprese e delle persone fisiche.
Andrà quindi definitivamente in pensione l’attuale legge fallimentare che risale al 1942, ma dal 2006 ha subito numerosi interventi di riforma che, però, non hanno toccato molti aspetti essenziali, ormai palesemente invecchiati.
Le novità sono tantissime, e proveremo a indicarne solo alcune tra le più importanti.

La questione

Può sembrare banale, e forse solo un omaggio al “politicamente corretto”, ma in primo luogo scompaiono le parole “fallimento” e “fallito”, considerate offensive, e questa antichissima procedura, da secoli un pilastro dell’economia di mercato, viene sostituita dalla “liquidazione giudiziale”.
E’ chiaro che non scomparirà il procedimento di soluzione delle crisi; diventerà tendenzialmente unico per tutti, imprenditori e debitori di qualsiasi categoria, riformando l’attuale procedura di sovraindebitamento, eliminando la liquidazione coatta amministrativa, e probabilmente accorpando sia l’attuale concordato preventivo sia gli accordi di ristrutturazione dei debiti, che in sostanza diventeranno alcuni dei possibili esiti finali del procedimento.
Obiettivo primario della nuova legge è di “curare” tempestivamente le difficoltà delle imprese, superando la tradizionale diffidenza, che induce gli imprenditori a rinviare l’accesso ai tribunali quando ormai è troppo tardi per qualsiasi risanamento, e accorciando la durata eccessiva degli attuali fallimenti.
Perciò la legge dispone una serie di misure, tutte mirate a cambiare radicalmente l’approccio e la gestione della materia. Servirà cominciare a definire il concetto legale di ”crisi”, già oggi previsto ma rimasto nel vago, e a questo scopo la legge prevede la possibilità di ricorso alle scienze aziendalistiche. Attenzione: sarà necessario avere uno strumento legale finalmente chiaro, e dunque facile da identificare per gli operatori (imprese, consulenti, giudici, ecc.), evitando criteri troppo complessi. Forse il legislatore avrebbe potuto essere più “coraggioso”, abbandonando la nostra tradizione che riserva le procedure concorsuali a chi si trova già in situazioni di squilibrio economico-finanziario piuttosto grave o gravissimo, e scegliere la strada “americana” di lasciare la scelta al debitore, anche in condizioni non ancora compromesse, di proporre con buon anticipo accordi ai propri creditori per superare le difficoltà (presenti o future) aziendali o personali.
Verrà incentivato l’intervento il più possibile volontario e anticipato del debitore, che potrà rivolgersi a nuovi organismi, da costituire presso le Camere di Commercio, ai quali spetterà trattare in modo “riservato” la situazione, proponendo soluzioni non giudiziali e molto flessibili, nel termine massimo di sei mesi. Solo in caso di insuccesso, si andrà verso la liquidazione giudiziale.
Ma le novità sono tantissime, sia per i cittadini che per le aziende, i professionisti, e persino per i giudici: dunque bisogna andare per ordine, e dividere gli argomenti in più “puntate”.

(Arriva la nuova legge fallimentare e…scompare il fallimento. Una sola procedura per tutti, forse.)

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