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Un nuovo diritto di famiglia

Avv. Liana Barracane - Dott. Luigi Gattullo

Un nuovo diritto di famiglia

Preambolo

Sta facendo molto discutere la recentissima proposta di legge che porta il nome del senatore leghista Pillon, avente ad oggetto incisive modifiche in materia di diritto di famiglia, più precisamente in tema di separazione dei coniugi.

Le norme

Disegno di Legge Pillon

La questione

Le coppie con figli minori che intendano separarsi dovranno innanzitutto rivolgersi ad un mediatore familiare, con la finalità di promuovere le competenze genitoriali; tale procedura è indicata quale condizione di procedibilità per poter proporre istanza di separazione -consensuale o giudiziale- al Tribunale competente.
Obiettivo della nuova normativa è quello di garantire che ciascun genitore trascorra tempi effettivamente paritari con i figli. I coniugi saranno tenuti a redigere un piano genitoriale dettagliato nel quale dovranno indicare le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale. I ricorsi carenti di tale piano, da redigere in modo esaustivo, verranno rigettati.
Inoltre, sempre al fine di assicurare una relazione omogenea con ciascun genitore, verrà introdotta la doppia residenza o il doppio domicilio del minore presso ciascuno dei genitori, prevedendo, tra l’altro, sia modalità di recupero qualora risulti oggettivamente impossibile la paritaria frequentazione (ad es. nei periodi estivi), sia la possibilità di ricorrere all’intervento dell’Autorità di pubblica sicurezza in caso di allontanamento non informato e non autorizzato del figlio dalla residenza.

Le novità

Le novità maggiormente significative riguardano:
-l’obbligatorietà della mediazione familiare;
-l’affido condiviso e il patto di genitorialità;
-la doppia residenza del figlio;
-il mantenimento diretto;
-misure sanzionatorie per contrastare la c.d. alienazione parentale;
Tale previsione normativa si pone in modo innovativo, rectius in netto contrasto con il pregresso e consolidato orientamento: il figlio perderebbe quello che per anni è stato considerato dal legislatore il suo punto di riferimento fisso rispetto alla disgregazione della famiglia: la casa familiare quale habitat del minore. Per effetto, la casa familiare non sarà più oggetto di “assegnazione” in caso di separazione ma seguirà la normale disciplina legislativa inerente la proprietà.
Strettamente connessa alla detta regolamentazione dell’affido condiviso è la previsione del mantenimento diretto della prole quale regola primaria generale, col confinamento della modalità di mantenimento mediante corresponsione dell’assegno soltanto ad ipotesi eccezionale e residuale. Sulla base di ciò, ciascun genitore dovrà provvedere a tutto ciò di cui necessiti il figlio per il tempo in cui questi risiederà presso di sé, precisandone le modalità quantitative e qualitative nel suddetto piano genitoriale.
Infine, per contrastare la c.d. alienazione parentale – la quale può essere sinteticamente descritta come la situazione di rifiuto da parte del figlio nei confronti del genitore di solito non collocatario principale – il disegno di legge introduce severe sanzioni nei confronti dell’altro genitore qualora risulti chiaro un atteggiamento di rifiuto assunto dal figlio nei confronti del padre o della madre. Tali sanzioni sono diversamente graduate, dal semplice richiamo fino alla sospensione della responsabilità genitoriale, e possono essere comminate anche in assenza di prove che dimostrino il nesso eziologico tra l’atteggiamento del figlio e il comportamento denigratorio del genitore “incolpato”, ritenendo sufficientemente probatorio il mero rifiuto del figlio, in difetto di altre circostanze che lascino valutare gravi situazioni di incapacità genitoriale del genitore “evitato” (violenze, abusi ecc….).

Conclusione

Si conclude sottolineando che la nuova normativa, applicabile anche alle liti giudiziarie in corso, se negli intenti vuole dare maggiore spazio all’autonomia della parti nell’ambito del diritto di famiglia, di fatto va ad aumentare i poteri dispositivi del Giudice.