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Sinistri stradali: risarcimento diretto o azione giudiziaria. Il danneggiato ha la facoltà di scegliere.

Avv. Vittorio De Rosas - Dr. Luigi Gattullo

Sinistri stradali: risarcimento diretto o azione giudiziaria. Il danneggiato ha la facoltà di scegliere.

Preambolo

A norma dell’art 149 del Codice delle assicurazioni private (D.Lgs 209/2005) il conducente coinvolto in un sinistro può attivare la procedura di indennizzo diretto rivolgendo la propria richiesta di risarcimento direttamente nei confronti della propria impresa di assicurazione, la quale è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni, salva la possibilità per quest’ultima di poter recuperare quanto pagato dall’assicuratore del responsabile.
Uniche condizioni per l’accesso a tale forma di risarcimento semplificata sono:
l’esistenza di un contratto assicurativo per i soggetti coinvolti nel sinistro
che si tratti di danni al veicolo o a cose trasportate dal conducente non responsabile o di lesioni di lieve entità subite da quest’ultimo
Tale specifica procedura trova il proprio fondamento principalmente in un’esigenza di rapidità di tutela, alla luce della circostanza che il danneggiato abbia già un rapporto diretto con la propria impresa di assicurazione.

La questione

La Corte di Cassazione ha chiarito, con la sentenza n. 180/2009, che il sistema di risarcimento diretto non esclude la possibilità di intraprendere le azioni già previste dall’ordinamento in favore del danneggiato.
Sulla base di tale assunto, nell’ipotesi in cui l’impresa di assicurazione del danneggiato non offra di pagare quanto preteso da quest’ultimo, o comunque non venga raggiunto un accordo, l’assicurato potrà comunque proporre in giudizio la normale azione diretta (art. 144 C.d.a.) di risarcimento danni, al fine di vedere soddisfatte le proprie ragioni, principalmente economiche.
A conferma di ciò la Suprema Corte ha inoltre avuto modo di precisare (Cass. Civ. 21896/2017) che l’azione di indennizzo diretto che la legge offre al danneggiato nei confronti del proprio assicuratore ex art 149 C.d.a. non è diversa da quella regolata dall’art. 144 dello stesso codice (azione giudiziale diretta contro la propria impresa di assicurazione), avendo, rispetto a quest’ultima, solo il vantaggio di restringere i tempi per la liquidazione.


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