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Il condominio di edifici è un consumatore ? Beneficia delle tutele di cui al codice del consumo?

Avv. Vittorio De Rosas - Dott.ssa Ivana Cardone

Il condominio di edifici è un consumatore ? Beneficia delle tutele di cui al codice del consumo?

Preambolo

L’impresa Canicattì Giorgio (nome di fantasia) otteneva decreto, dal Tribunale di Bari, con ingiunzione nei confronti del Condominio Pisapia 10 (nome di fantasia) al pagamento di 16.000,00 euro; in virtù di una clausola penale, (100,00 euro al giorno), inserita nel contratto di appalto stipulato tra gli stessi per lavori di ristrutturazione dello stabile, applicabile nei confronti del condominio in caso di tardivo pagamento di quanto dovuto da quest’ultimo ad ogni Stato Avanzamento dei Lavori, nonché alla loro conclusione a saldo.

Riferimento normativo

Art. 33, comma 2° lettera f) del D.lgs. n. 206/2005 – Codice del consumo.

Questione

Il condominio Pisapia 10 proponeva opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo, chiedendone la revoca per nullità della predetta clausola penale prevista nel suddetto di appalto. In merito, la difesa del condominio deduceva la qualità di consumatore del condominio opponente e pertanto alla luce di quanto previsto dal codice del consumo contestava la nullità, per vessatorietà, della clausola inserita nel contratto di appalto.
Il giudice adito, accogliendo la tesi di questa difesa, con la Sentenza n.3899/2015 del 17.09.2015 evidenziava e riconosceva il condominio di edifici come ente di gestione sfornito di personalità giuridica, poiché l’amministratore agiva come semplice mandatario con rappresentanza dei singoli condomini.
Pertanto, riteneva applicabile al caso di specie la tutela riconosciuta dall’art. 33, comma 2°, lettera f) del codice del consumo, il quale presume la vessatorietà, fino a prova contraria, e quindi la nullità delle clausole che impongono al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente d’importo manifestamente eccessivo in relazione al valore del rapporto contrattuale.


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