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Contrassegno contraffatto autorizzativo al parcheggio in zona Z.T.L.: non si configura reato

Avv. Eugenio Cavalcanti

Contrassegno contraffatto autorizzativo al parcheggio in zona Z.T.L.: non si configura reato

Preambolo

Con sentenza del 13 ottobre 2017 il Tribunale Monocratico, I° sezione penale, di Bari, ha statuito che chi effettua una manovra di parcheggio in una zona cittadina Z.T.L., usufruendo di un talloncino autorizzativo palesemente contraffatto non commette il reato se si dimostra, come avvenuto nel caso di specie, di non essere l’autore materiale della contraffazione e, quindi, di sconoscere che il talloncino autorizzativo fosse stato oggetto di contraffazione.

Il caso

A seguito dell’espletata istruzione dibattimentale è emerso che l’autovettura su cui era stato applicato il talloncino fosse in uso all’imputato; però è stato accertato altresì che detto mezzo fosse intestato alla di lui madre, residente in tutt’altro quartiere rispetto a quello a traffico limitato presso cui era stato accertato l’illecito.

L’imputato benché utilizzatore dell’autovettura in argomento non si era affatto reso autore dell’applicazione del talloncino autorizzativo al parcheggio e, pertanto, sconosceva che detto documento fosse stato contraffatto; oltretutto, era emerso che detta autovettura era stata, di recente, utilizzata dall’intero nucleo familiare e per le esigenze dello stesso.

In assenza di elementi probatori a carico, forniti dalla Pubblica Accusa, idonei e sufficienti a dimostrare l’inattendibilità della linea difensiva e, stante l’incerta attribuibilità in capo all’imputato dell’opera di contraffazione del talloncino autorizzativo, il Tribunale si è determinato a mandare assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.


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