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L’importanza della rete: collaborazione tra figure professionali e coordinamento degli interventi

Dr. Saverio Campanale

Acquisti e vendite online: la sottile differenza tra consumatore e professionista ai sensi della direttiva UE

Preambolo

Gli acquisti effettuati sulle piattaforme online costituiscono parte integrante della nostra vita. Per questa ragione, è oltremodo opportuno prestare attenzione ai soggetti con i quali ci interfacciamo durante la navigazione su internet e nel momento in cui decidiamo di acquistare un prodotto o un servizio online, in quanto la nostra tutela potrebbe variare a seconda dell’interlocutore. Se, infatti, si trova di fronte ad un “professionista”, il “consumatore” potrà beneficiare di molteplici forme di tutela, in quanto considerato dalle Direttive UE (e di riflesso anche dalla legislazione nazionale) il soggetto naturalmente più debole nel rapporto contrattuale con il “professionista” e che dunque è meritevole di tutela.

Normativa

Caso C-105/17 Kàmenova- Corte di Giustizia UE;la norma vigente nella direttiva sul diritto dei consumatori europeo che permette di recedere dal contratto entro 14 giorni dalla conclusione dello stesso senza alcun costo extra; direttiva sulle pratiche commerciali sleali, UCPD, n° 2005/29.

La questione

Il caso che qui ci occupa (C-105/2017, Corte di Giustizia EU) è relativo ad una vicenda che vede interessato un “consumatore” di origine bulgara, che ha acquistato online un orologio rivelatosi poi diverso dalle caratteristiche indicate dalla venditrice, la Sig.ra Kàmenova, su un sito di e- commerce. Immediatamente, il “consumatore” chiedeva la restituzione della somma pagata con contestuale restituzione dell’orologio alla Sig.ra Kàmenova, ma a seguito del rifiuto di quest’ultima, il compratore la citava in giudizio presso la Commissione bulgara per la tutela dei consumatori (KZP). La Commissione, avendo riscontrato la presenza di ben otto annunci di medesima natura pubblicati dalla Sig.ra Kàmenova sulla stessa piattaforma online, ha inflitto alla stessa alcune ammende di natura amministrativa anche per aver omesso l’indicazione, nei suddetti annunci, di alcuni dati personali e professionali che avrebbero facilmente potuto ricondurre alla sua figura qualificabile come “professionista”. La Sig.ra Kàmenova, di conseguenza, ha promosso un ricorso avverso la predetta decisione presso gli organi giurisdizionali preposti, indicando tra i motivi l’inesistenza della qualifica di “professionista” ai sensi della normativa bulgara a riguardo, contrariamente invece da quanto sostenuto dalla Commissione a tutela dei consumatori. Per questo motivo, il giudice bulgaro adito, ha attivato il meccanismo del cd. rinvio pregiudiziale alla Corte UE, chiedendo alla Corte se un soggetto che pubblica online molteplici annunci per la vendita di beni di un certo valore se possa essere qualificato come “professionista” ai sensi della direttiva summenzionata.

Procedimento

La funzione del cd. rinvio pregiudiziale quale strumento giuridico utilizzato dagli organi giurisdizionali di uno degli Stati membri al fine di richiedere un giudizio circa la conformità del diritto nazionale rispetto alle norme di diritto comunitario, ed è utile al fine di conferire allo stesso diritto europeo piena efficacia negli ordinamenti giuridici dei 27 Stati membri.

La direttiva

La Corte dunque, adita in merito alla questione sopra descritta, nel decidere sulla controversia dichiara che per poter essere qualificati come “professionisti”, ai sensi della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, è necessario che la persona interessata agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, oppure in nome o per conto di un professionista e che dunque una persona fisica che pubblica all’interno di una piattaforma online un certo numero di annunci per la vendita di determinati beni contemporaneamente deve essere qualificata come “professionista” e che tale attività costituisce una “pratica commerciale” solo se tale persona agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale. Inoltre, il concetto di “professionista” va posto in relazione con quello di “consumatore”, ossia ogni soggetto privato non impegnato in attività commerciali o professionali.