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Impianti elettrici non a norma in edifici scolastici comunali. Chi risponde?

Ing. Gerardo Porreca

Impianti elettrici non a norma in edifici scolastici comunali. Chi risponde?

Preambolo

La Corte di Cassazione, in una recente sentenza della III Sez. penale, la n. 30170 del 5 luglio 2018 Pres. Di Nicola, è ritornata ad esprimersi in merito alla individuazione della figura del datore di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, definito dall’articolo 2 comma 1 lettera b) del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, è dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

La Normativa

Art. 2, comma 1 lettera b) del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81

La questione

Il datore di lavoro pubblico al quale viene fatto riferimento nel caso particolare della sentenza è il Sindaco pro-tempore di un Comune al quale erano state contestate delle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro per gli impianti elettrici di alcuni edifici scolastici gestiti dal comune stesso non risultati a norma. Il Tribunale aveva infatti condannato il Sindaco alla pena di euro 3.000 di ammenda, condizionalmente sospesa, perché ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 70, comma 1, in relazione all’art. 87, comma 2 lett. a), del D. Lgs. n. 81/2008, per non avere, nella sua qualità di datore di lavoro, messo a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentati di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto e in particolare per non avere dotato alcune scuole materne, elementari e medie gestite dall’ente locale, di impianti muniti di certificato di conformità, con verifica di messa a terra e denuncia degli impianti stessi allo Spesal locale e all’Inail. L’imputato, a mezzo del difensore di fiducia, ha proposto ricorso per cassazione avverso la citata sentenza sostenendo che il Tribunale avrebbe erroneamente individuato in lui, nella veste di Sindaco, il soggetto responsabile delle violazioni accertate, che invece, in forza del principi di separazione tra funzioni di indirizzo politico e di gestione, erano da ascrivere in via esclusiva al dirigente responsabile dell’attività amministrativa, ossia al dirigente dell’ufficio tecnico del Comune che era il responsabile della manutenzione degli edifici scolastici. Il ricorso è stato però ritenuto infondato dalla Corte di Cassazione che nel rigettarlo ha ricordato le disposizioni stabilite in merito dalle norme di sicurezza sul lavoro sopra riportate. (22/10/2018)

Sentenze

Corte di Cassazione – III Sez. penale – sentenza n. 30170 del 5 luglio 2018.