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Il contratto di rete di imprese

Avv. Danilo Piscopo
Network

Il contratto di rete di imprese

Le aggregazioni d’imprese nell’economia globale.

Cominciamo con questa prima “pillola” una analisi delle opportunità derivanti per le imprese dalla ricerca di forme di aggregazione che agevolino la produttività ed i processi di innovazione che si rendono necessari rispetto al mercato globalizzato con cui devono confrontarsi.
Un primo dato importante da sottolineare è rappresentato dal numero di addetti delle imprese italiane. Lo slogan “piccolo è bello” che ha caratterizzato l’industrializzazione della seconda metà del secolo scorso è entrato in crisi nel momento in cui la flessione della domanda interna, derivante dalla grande crisi che ha colpito l’economia occidentale, ha costretto le nostre imprese a volgere lo sguardo verso i mercati esteri che erano maggiormente in grado di sostenere l’offerta ma che, tuttavia, richiedevano un dimensionamento delle imprese non corrispondente rispetto allo stato di fatto del sistema produttivo italiano in cui ancora oggi il 97% delle imprese è al di sotto dei quindici addetti.
Innovazione, ricerca, internazionalizzazione sono ambiti che non possono vedere protagoniste imprese con un numero così esiguo di addetti, nella misura in cui ci si deve confrontare con un mercato più vasto rispetto a quello locale.
I tanti anni trascorsi dall’inizio della crisi economica che ha investito l’occidente hanno visto le imprese operare tagli di spesa indiscriminati tanto da poter essere certi che si tratti di voci su cui non sia possibile più intervenire efficacemente.
Il tessuto produttivo rimane fragile e, con i redditi fermi ai livelli del 1998 è evidente che non si possa intervenire su questa voce di spesa. Per tale ragione lo stesso ministro per le attività produttive ha ipotizzato un intervento governativo sulla cd “detassazione della produttività” (premi e quota di salario legata alla produttività).
Tuttavia occorre osservare come la produttività di cui tanto si parla non sia un tema legato esclusivamente al fattore lavoro, dal momento che riguarda anche il fattore dimensionale delle imprese italiane ed il funzionamento dell’intero sistema Paese.
Il fattore dimensionale incide notevolmente anche sull’analisi economica delle imprese in ragione della necessità d’intervenire sulla innovazione di prodotto e dei processi produttivi al fine di poter competere sul mercato globalizzato.
Di fronte a questi scenari, gli imprenditori sono chiamati a rivedere la propria visione di azienda. Tuttavia non tutte le forme di aggregazione prevedono la rinuncia alla propria indipendenza dal momento che vi sono modelli contrattuali che permettono, attraverso l’elaborazione di obiettivi strategici e programmi comuni, di preservare l’autonomia delle imprese e di perseguire lo sviluppo di ciascuna di esse attraverso lo svolgimento di attività comuni.
In tal modo potrà crescere la capacità di innovare la gamma dei prodotti e dei servizi, migliorare l’accesso a nuovi mercati, conseguire riduzioni di costi, condividere le risorse, creare piani di marketing di rete, accedere a bandi e finanziamenti agevolati.
Nel nostro ordinamento, il contratto di rete è lo strumento che permette di poter perseguire tutto ciò. Nelle prossime “pillole” approfondiremo le tematiche contrattuali ed economiche attraverso cui poter conseguire tali vantaggi .


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