+39 080 5227462    +39 080 2142163
segreteria.slr@didiritto.it

Il BUSINESS PLAN, strumento necessario per la “Pianificazione Prospettica” d’Impresa e per l’accesso al Credito

Dr. Giuseppe Antonino Romeo

Il BUSINESS PLAN, strumento necessario per la “Pianificazione Prospettica” d’Impresa e per l’accesso al Credito

Quando si profila in uno Studio di Consulenza Finanziaria ed Aziendale la possibilità di avviare una “START UP” ovvero creare , da un Azienda “Storica” preesistente una nuova attività e/o settore produttivo, si pone la necessità di valutare la REDAZIONE di UN BUSINESS PLAN(BP). Per realizzare, infatti, un progetto imprenditoriale è necessario una business idea che può riguardare per l’appunto l’avvio di una nuova attività come anche riguardare un attività esistente.
L’idea imprenditoriale, tanto nel primo quanto nel secondo caso, non deve essere astratta, ma deve essere calata fino in fondo nell’ambiente al quale viene proposto. L’abilità dell’imprenditore sta nel trovare qualcosa di originale.
Il BP è necessario, infatti, non solo per stilare il cd.tto “PROGRAMMA DI ATTIVITA’” ma soprattutto per riuscire a comprendere le situazioni e la specifica “vocazione imprenditoriale” nel caso concreto, che a volte deve essere accompagnata da fattori di valutazione prettamente ambientali oltre che merceologico-organizzativi.
Solo in seguito, infatti, segue la determinazione di una politica d’impresa che non è altro che la strategia con cui si riesce a governare un’azienda, pur “nuova che sia” perché mai prima esistita (START UP) che un nuovo “ramo di attività” finalizzata alla produzione e/o alla commercializzazione.
Prima di decidere che cosa fare e come collocarsi sul mercato, qualsiasi impresa deve posizionarsi, studiare se e come può pensare di soddisfare una parte dei bisogni dei potenziali utenti di beni e/o servizi.
In tal senso la professionalità di un CONSULENTE AZIENDALE FINANZIARIO; da non confondersi con la diversa figura del Commercialista e/o del Revisore dei Conti o del Consulente del lavoro, è assolutamente necessaria, proprio a partire da alcune FASI PRELIMINARI che preludono alla stesura del BP, quali la definizione dell’AREA DI BUSINESS, l’individuazione delle opportunità ed, al contempo, dei cd.tti “ vincoli ambientali”, per poi passare alla fase di definizione delle prospettive di crescita e dei rischi dell’impresa.
Occorre poi passare alla cd.tta “Analisi di mercato”, nonché proseguire e completare la fase preliminare dello “STUDIO di FATTIBILITA’” attraverso la definizione del prodotto da realizzare.
Solo successivamente , infatti, sarà oltremodo necessario verificare la concreta fattibilità di questa idea di business, predisponendo un piano operativo che andrà ad evidenziare, insieme, tanto gli obiettivi quanto le strategie che l’imprenditore intende seguire: questo “tecnicamente” è il BUSINESS PLAN VERO E PROPRIO.
Il BP, in buona sostanza, è costituito
a) da una sintesi del progetto imprenditoriale;
b) dal risultato dell’analisi di mercato;
c) da una descrizione dettagliata degli elementi che costituiscono un prodotto;
d) dall’organizzazione di un’azienda e dalle le previsioni economico-finanziari che hanno lo scopo di valutare la convenienza economica nell’avviare quest’impresa.
Tutte queste “ previsioni” vengono poi formalizzate in un piano economico-finanziario formato da un piano economico che evidenzia i redditi/risultati attesi: si parte dalla quantità che si intende produrre e vendere e si prefigurano i costi e i ricavi derivanti dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.
I risultati ci consentono di poter valutare l’iniziativa da intraprendere ed anche proporre una richiesta di accesso al CREDITO BANCARIO aut similia, che sarà in grado di raggiungere un equilibrio economico e garantire così quanto evidenziato “a servizio del debito”, garantendo i periodici flussi che soddisfano “il finanziatore”(ndr, la Banca, ad esempio) e nel contempo lo “garantiscono” nella capacità che l’Impresa avrà di restituire via via quanto ottenuto e, rispettivamente, concesso.
Dopo la cd.tta SEZIONE/PARTE DESCRITTIVA, sarà compito del Consulente Finanziario Aziendale predisporre in modo adeguato e pienamente rappresentativo il cd.tto “Piano degli investimenti a medio-lungo termine” che configura l’entità dei mezzi da impiegare nella predisposizione nella struttura produttiva, avuto riguardo alle Immobilizzazioni ed al cd.tto “CAPITALE FISSO”; poi rilevare e stendere il cd.tto “Preventivo Finanziario” atto a configurare l’entità dei mezzi finanziari , propri e di terzi, di cui l’azienda deve dotarsi per avviare tale iniziativa, evidenziando le modalità di copertura.
Il business plan, pertanto, non è un documento che ha solo valore interno, ma è anche il biglietto di conoscenza all’esterno, una sorte di biglietto da visita, oggi preso in seria considerazione dalla Banca/Finanziatore per poter “calibrare” consapevolmente il rischio di Credito e decidere di valutare- si spera sempre positivamente- il MERITO CREDITIZIO dell’AFFIDANDO.


Lascia un commento